"Deinosrestaurant": stroncatura di Tapirullanza

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17 Commenti

Prima recensione a "Deinos" sul blog Tapirullanza. Pubblico solo la parte relativa al mio "Deinosrestaurant", essendo che la disamina dell'intera antologia è davvero molto lunga (ma vi invito ad approfondire sul suddetto blog). 
Il "Deinosrestaurant" è un agriturismo romagnolo di successo in cui si macellano triceratopi per i palati fini dei clienti. Antonietta, la proprietaria, non si fermerebbe davanti a nulla per aumentare la popolarità del locale, soprattutto con la prospettiva della visita di un importante critico culinario. Ma i dinosauri stanno sviluppando un’immunità agli anestetici e non sono disposti a subire in eterno…
Forlani è uno scrittore che quando vuole è bravo; io e Zwei ci eravamo trovati d’accordo nel definire il suo Tlaloc Verrà il miglior racconto di Ucronie Impure. Per di più, le premesse del racconto parevano un’oasi di originalità nel clima horror-apocalittico-di-invasione del resto dell’antologia.
Purtroppo invece Deinosrestaurant è una boiata scritta da schifo. Il pdv sta normalmente “nei pressi” della protagonista, ma quando gli gira salta dove capita (sui ragazzini in bici, sulle cameriere, sugli inservienti, su Philippe Daverio, insomma su chiunque); il tempo verbale continua ad alternare passato remoto e un orribile imperfetto, senza alcun motivo; la prosa è piena di passaggi raccontati (“gli adulti fumavano, scambiavano ovvietà di moda circa le specie, le abitudini, le ricette di dinosauro”), anche durante le scene chiave (“[i dinosauri] fracassarono le finestre e devastarono l’interno” – davvero molto preciso); Forlani abusa di termini desueti e fuori luogo:

«Li svegliamo di notte», incupì l’ucraino, «sentono l’odore dell’esplosivo e la droga.»
«È come per los cerdos», abbuiò l’argentino, «lo sanno che li ammazziamo.» [dovrei ridere?]
E come se non bastasse, la storia si arena sui luoghi comuni e sulla bassa retorica del tipo “l’essere umano è più bestia delle bestie” o “con la Natura non si scherza”. Almeno l’autore ci fa il piacere di ‘mostrare’ la sua retorica invece di esporla. Ma rimane un racconto bruttino e inutile, scritto tanto per scrivere.
Ogni tanto ci scappa qualche scena carina, come la padrona che stacca il cartello di divieto quando Daverio si mette a fumare.

In conclusione: BOCCIATONo


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17 commenti:

  1. Buffo... è uno dei racconti che ho apprezzato della antologia. Lo premio addirittura perché spezza la serie di racconti di "caccia" dove i dinosauri divorano gli umani ^^

    La mia rece, causa calendario del blog, uscirà tra un paio di settimane!

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  2. Antologia ancora da leggere, ma il tuo racconto lo lessi all'epoca qui sul blog e mi piacque u.u

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  3. Ho letto la maggior parte dei racconti e, naturalmente, non condivido il contenuto dell'articolo (che ho debitamente commentato con un: "... de gustibus..."). Sicuramente, come sottolinea anche Glauco, il tuo era uno dei più originali e mi sembra di averlo commentato quando uscì sul blog (o mi confondo? eh, la maledetta vecchiaia!)

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  4. Prendo atto del parere di tutti. Se procedessi solo sui binari del "bravo!" la mia scrittura sarebbe ferma alla stazione di partenza, come è stata per troppi anni offuscati da circostanze non solo letterarie. Scrivere a quarant'anni come avrei dovuto scrivere già a 21 mi brucia dentro non so esprimervi quanto.

    Prendo atto tuttavia anche del pulpito.

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  5. A me sembra un commento un po' disfattista.
    Cioè, lo lessi a suo tempo e a me non dispiacque, soprattuto per l'atmosfera di realismo in cui erano calati i dinosauri...

    Insomma, un bel "de gustibus" grosso come una casa direi.

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  6. Keating: “Ora aprite i vostri testi a pagina 21 dell’introduzione. Lei, Perry, vuole leggere il primo paragrafo dell’introduzione, intitolato: “Comprendere la Poesia?”

    Perry: “Comprendere la poesia di Johnathan Evans Prichard, Professore emerito. Per comprendere appieno la poesia, dobbiamo, innanzitutto, conoscere la metrica, la rima e le figure retoriche e, poi porci due domande: uno con quanta efficacia sia stato il fine poetico e due, quanto sia importante tale fine. La prima domanda valuta la forma di una poesia, la seconda ne valuta l’importanza. Una volta risposto a queste domande, determinare la grandezza di una poesia, diventa una questione relativamente semplice. Se segniamo la perfezione di una poesia sull’asse orizzontale di un grafico e la sua importanza su quello verticale, sarà sufficiente calcolare l’area totale della poesia per misurarne la grandezza. Un sonetto di Byron può avere valori alti in verticale, ma soltanto medi in orizzontale, un sonetto di Shakespeare avrà, d’altro canto, valori molto alti in orizzontale e in verticale con un’imponente area totale, che, di conseguenza, ne rivela l’autentica grandezza. Procedendo nella lettura di questo libro, esercitatevi in tale metodo di valutazione, crescendo così la vostra capacità di valutare la poesia, aumenterà il vostro godimento e la comprensione della poesia”.

    Keating: “Escrementi. Ecco cosa penso delle teorie di J. Evans Prichard. Non stiamo parlando di tubi, stiamo parlando di poesia”.

    (da "L'attimo fuggente", Peter Weir, 1989)

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  7. Riconosco di aver sempre provato una gran simpatia per il professor Pritchard, mentre L'attimo fuggente non mi piace ^-^

    Mi spiace che tu te la sia presa.

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    1. Nel mio precedente commento vedi bene, al contrario, che ho trovato la stroncatura molto utile. E' pur vero che nel recensire il lavoro di un autore dovresti, oltre ad applicare sacrosante regole, anche cercare di capire i suoi scopi nel non rispettarle; nell'usare per esempio certe forme verbali o termini desueti... Insomma riassumiamo, in paroloni, quelle che al Liceo si definiscono la sua ricerca stilistica e poetica? :-D La mia ricerca di parole "ricche e strane" (cit. Shakespeare) e la scelta dell'imperfetto non sono (o almeno: non sono sempre!) disattenzioni, hanno un fine. Vedrai però, se leggi il racconto che ho scritto per il mio compleanno, che con gli imperfetti mi sono trattenuto :-D Non sono di quei poeti che vogliono continuare a sbattere la pallida fronte contro un muro di candido avorio. :-D Non è che me la sia presa: è il... tono? Uhm. Non mi abituerò mai alla sferzante franchezza del web...

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    2. Ti ho risposto da me perché ho visto che avevi aggiunto del testo rispetto al commento che hai postato anche qui.
      Copierei anche qui la mia risposta, ma Blogger mi dice che è troppo lunga e non me la passa.

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  8. Ho sempre odiato quel film come anche Robin Williams che, secondo me, dietro quel sorriso amato da grandi e piccini nasconde un animo malvagio. Diciamo che lo vedrei bene in un film sui preti-pedofili (indovinate voi in che ruolo). Trovo comunque abbastanza fastidiosa la concezione di artista come essere illuminato-poeta-vate e stronzate simili. Spero veramente che D'annunzio possa ritornare dalla tomba per avere (nuovamente) la giusta fine che merita.
    A parte qualche sfumatura un po' pungente (altrimenti che critica sarebbe?), la recensione di Tapiroulant è perfettamente coerente con il metro di giudizio che usa di solito. E mi pare che la coerenza sia un valore. Insomma, secondo me, prendere o lasciare sia per il racconto che per la recensione.
    P.S. I dinosauri mi fanno schifo. Alessandro, torna alle piratesse seminude, pls :-D

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    1. Il film in sé resta bello sempre. Ma, passato dalla parte opposta della barricata (lo vidi studente liceale, ora sono docente universitario), mi sono convinto che per essere un Keating ci vorrebbero anche, forse soprattutto, gli studenti di Keating. Chi vuole o sa intendere intenda ;-)

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    2. Effettivamente le succintamente vestite donne pirata son più sexy dei "nudi" dinosauri da macello!! ^_^

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  9. Ma! Ho letto la recensione e devo dire che wuello che mi lascia perplesso è il tono di assolutismo con cui viene espressa. Ognuno di noi ha gusti differenti e ciò che legittimamente può non piacere a me, potrebbe invece essere apprezzato da altri, invece in questo caso mi è sembrato un giudizio teso solo a bocciare in maniera cosmica e basta.
    Mi rendo conto che questo è il mio primo commentk sul tuo blog e mi dispiace farlo in questa occasione.

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    1. In questo caso (primo commento!), la cosa più importante è... benvenuto in questi avvilenti paraggi, Nick! :-)

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  10. @Gianni, Glauco: è un messaggio subliminale il cui contenuto è "vogliamo il settimo episodio di Eleanor Cole"? :-D

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    1. Nuu, cosa te lo fa pensare? In realtà il messaggio subliminale era "rispolveriamo la questione dei manuali di scrittura Vs. scrivo come mi pare perché mi piace."
      Ahia Alessandro, ahia. Ti avevo detto di non farlo giammai!

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    2. Per punizione mi farai flagellare da una piratessa con i capelli rossi nuda, ok? mi sembra la giusta pena per un crimine così efferato.

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