Xpo Ferens - recensione di Antonella Romaniello

Recensione di Antonella Romaniello dal sito Horror Magazine

Xpo Ferens è una rocambolesca fuga che conduce da un inferno all'altro, un'incredibile avventura in cui sangue e budella tracimano dalle balaustre di una nave in tempesta, un’ambiziosa ricerca nel buio della notte rischiarato dal mare in fiamme.

E Alessandro Forlani ci fa partecipi di questo viaggio. Con una scrittura furiosa, senza che sia mai possibile tirare il fiato, trascina il lettore nell'ignoto popolato da arabi pazzi, squadroni dell’Inquisizione, ciclopiche architetture lovecraftiane e spaventose creature. L’autore, attraverso un registro linguistico ricercatissimo, è capace di disegnare immagini di incredibile forza visiva che stupiscono e affascinano.

Protagonisti del romanzo sono Cristoforo Colombo e suo fratello Bartolomeo e dunque il tema non può che essere la ricerca. Dio, il Diavolo, un mondo nuovo, un mondo antico, la salvezza o la dannazione, la voglia di scoprire è più forte di qualsiasi affanno o orrore e si naviga quindi attraverso l’oceano che si fa terra e poi di nuovo acqua e poi di nuovo terra, guidati dall'asteride e l’occhio, tra continui salti spazio-temporali, sempre credendo di essere ormai sopraffatti e sempre sapendo di non essere ancora perduti.

Altro tema principale del romanzo è  l’orrore cosmico lovecraftiano, Cristoforo e Bartolomeo si addentrano in un mondo sconosciuto e folle, dominato da creature aliene, le stesse che abbiamo già conosciuto in M'rara. Una mitologia lovecraftiana personale, adattata al particolarissimo stile dell’autore, eppure mai dissacrata.

Xpo Ferens è un libro complesso, stilisticamente perfetto e ricco di citazioni, in cui convergono diversi generi. Decisamente consigliato. 

Alessandro Forlani

sedicente scrittore, è nato negli anni '70 del XVII secolo, si è reincarnato nel XIX, nel XX e millenni a venire. Nerd, negromante e roleplayer e autore "difficile" di racconti fantastici. Di giorno si impaluda da docente universitario e ciacola di sceneggiatura, cinema e scrittura; di notte, che dovrebbe far l’artista, piuttosto guarda film, legge fumetti, ascolta musica barocca, gioca a soldatini e poi va a dormire. Perché crede che sia più sano scrivere in questo modo.

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