Quinto appuntamento sul blog di "Parallàxis" con Rise & Fall of A S-Word


Il Paese è soggetto al Regno, un tenebroso regime: gli spietati funzionari Grandi Avvilenti impediscono ogni felice proposito, predicano e impongono una cupa rassegnazione. L'ignavia, il fallimento, l'apatia, i più meschini e spregevoli istinti umani sono legge e religione; per coloro che non si piegano c'è la tortura, la morte.
Il popolo insorge in armi: splendidi, coraggiosi, invincibili eroi combattono e rovesciano questa oscura dittatura.
Il Grande Avvilente Tristano, Otre (la sua guardia del corpo) e una fanatica adolescente devota al Regno, Agnes, sopravvivono alla caduta di questo mondo di tenebre: per affrontare le ipocrisie e le grottesche contraddizioni di un avvento dei "buoni".
Mostri, battaglie, sinistri sotterranei e i malvagi protagonisti di un fantasy molto diverso dal solito; un cammino in una notte di allegorie.

Dal nefasto lunedì 29 febbraio torna su Amazon e principali webstore, e in cartaceo su Lulu il mio primo romanzo fantasy (2008): edizione rieditata e corretta cui seguirà il secondo, inedito episodio di questa saga dell'oscurità: Agnes.




(copertina di Alan D'Amico)

Fra un capitolo e l'altro di Cristoforo Colombo, e in lizza con due romanzi al Premio Italia, torno ai post de "Il Modellismo come supporto alla Narrativa" che allietano di tanto in tanto questo tetro & serioso blog.

Oggi vi propongo una "proxy" o "conversione" del carro armato Landrider Reedeemer dei gloriosi Space Marine di Warhammer 40.000. Il modello originale, prodotto dalla Games Workshop, è questo:




A causa dei prezzi assurdi praticati da Games Workshop, ormai da tempo gli appassionati di lunga data si rivolgono al mercato dell'usato; meglio ancora al più creativo fai-da-te. L'universo di Warhammer 40.000, in cui la tecnologia è guardata con superstizioso timore e ci si affida a macchine ed ordigni vecchi di millenni, incoraggia questo tipo di approccio: il background riporta infatti che - nonostante i "Sistemi di Produzione Modulare" - fondamentalmente non esistono due veicoli identici. Nel corso di molti secoli, di passaggi di proprietario, di consunzione e sostituzione delle parti che li compongono, astronavi e carri armati hanno cambiato fisionomia. Potreste ritrovare, sui pianeti più primitivi dell'Imperium, panzer apparentemente avveniristici ma... alimentati a vapore! Infine, trattandosi dell'ormai celebre "grim future; there is only war!", il gotico, il tetro e il rottamato sono sempre benvenuti.

Per il mio Landrider Reedeemer del Capitolo Dark Angels sono partito da un modello Revell di carro armato della I Guerra Mondiale. E' un kit che avevo in casa da taaanto tempo, negletto a prender polvere e mancante di alcuni pezzi. Nello specifico: degli sponson laterali da equipaggiare con lanciafiamme.

Ho costruito con il cartone i suddetti sponson e la torretta del cannone d'assalto. Frugando nella scatola dei "bitz" ho trovato i tubi di scappamento, le armi, le insegne degli Space Marine che ho applicato sullo scafo per conferire al modello un look "alla Warhammer 40.000". Vedete due lanciafiamme dagli sprue di Terminator della Deathwing; armi e vari simboli da uno sprue di Moto Ravenwing e torrette, faro e componenti motoristici da uno sprue di accessori per veicoli Space Marine.


In prima istanza la colorazione si è limitata al nero (araldico del Capitolo) e al bianco, il bronzo ed il metallo per le armi ed i dettagli. Il verde è per il faro e varie lampade di bordo. Sporcare il cingolato di un impasto di sabbia e Vinavil è sempre un buon sistema per aumentarne la tenuta oltreché - naturalmente - per renderlo più realistico. A questo scopo spruzzo il "fango" qua e là usando un pennello vecchio, o - meglio ancora - un inservibile poiché spannato spazzolino da denti. Tuttavia, anche con le dovute lavature e lumeggiature, il carro armato resta sempre troppo spoglio, piatto: specie sugli sponson, dove il colore non può nascondere l'evidenza del cartone.


Ho risolto questo problema con l'aggiunta di altro mistico & gotico (che, nel caso dei cupi e fanatici Dark Angels, non è né sarà mai abbastanza!): quattro semplici strisce di carta bruciacchiata, a mo' di pergamene di salmi penitenziali, coprono le fiancate e conferiscono carattere.






Il Landrider Reedeemer "Pacificator" è pronto a incenerire gli eretici e gli alieni. L'Imperatore abbia pietà di loro, perché io non ne avrò!


Rise & Fall of a S-Word: la mia rissosa rubrica letteraria per il blog di "Parallàxis"!


Terzo appuntamento con Rise & Fall of a S-Word, la mia bellicosa rubrica sul blog di "Parallàxis"


«Non sperate di diventare Virginia Woolf, Maugham, la Yoshimoto o Dan Brown se non avete - stando alle riviste di arredamento… - un parquet di legno chiaro cosparso di giocattoli; zanzariere con vista molo & una barchetta agli ormeggi o un azzardo di ikebana su uno sfondo di Toscana».
Secondo appuntamento su "Parallàxis" con Rise & Fall of a S-Word!


Intervista sul sito La Zona Morta a cura di Filippo Radogna.

E’ laureato in lettere moderne, ama il cinema, è docente di Sceneggiatura all’Accademia di Belle Arti di Macerata, ma ha insegnato anche all'Università di Bologna e a Scuola Comics Pescara. Inoltre, tiene corsi di scrittura in varie città italiane, ama il genere steampunk, J.R.R. Tolkien e nella musica ha un debole per Giorgio Gaber. Alessandro Forlani, con il suo romanzo I Senza-Tempo, ha vinto nel 2011 - cosa rarissima - due tra i massimi concorsi italiani di fantascienza: il Premio Urania e il Premio Kipple; un bel colpo che ha portato il Nostro sulla vetta della fantascienza italiana, anche se lui si schermisce e sottolinea: "Sono stato felice di questi importanti riconoscimenti, in particolare del Premio Urania. Vincerlo infatti è una vetrina, ti dà notorietà; da quel punto in avanti, però, sei un Premio Urania e devi solo migliorare!".
Abbiamo incrociato l’autore e docente pesarese durante la convention Stranimondi, tenutasi lo scorso settembre a Milano, e non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di porgli  qualche domanda  per comprendere il suo tragitto formativo, narrativo e professionale.

CI PUOI RACCONTARE QUANDO E COME INIZIA LA TUA VOGLIA DI SCRIVERE E CON QUALE GENERE DI NARRATIVA?
La mia generazione, quella appartenente ai primi Anni ‘70, è cresciuta con il fantasy: parlo di Tolkien, ma anche mi riferisco ad altri casi editoriali come La Spada di Shannara (scritta dall’autore statunitense Terry Brooks, ndr). Posso dire che le mie prime prove di narrativa appartengono a quel genere. Poi ho iniziato a prendere le distanze da certe tematiche e ho maturato una tecnica che, nel 2008, mi ha portato a scrivere un romanzo comunque di genere fantasy, ma non canonico. Da lì ho sempre cercato di crescere e migliorare per poi avvicinarmi via via alla fantascienza e all’horror. Non ho ripudiato il fantasy, ma ho sempre cercato di contaminare i miei scritti.

PRIMA PARLAVI DELL’ADOLESCENZA E QUINDI DELL’ETA’ IN CUI FREQUENTAVI IL LICEO. CHE RUOLO AVEVA PER TE IN QUEL PERIODO  LA LETTERATURA ITALIANA?
La Letteratura Italiana, dalle origini in avanti, per me ha avuto un ruolo di grande formazione.

NE ERI APPASSIONATO?
Certo. Ma oltre alla formazione puramente letteraria considero importante la formazione cinematografica. Tuttora considero il cinema un'autentica lettura; non separo le due cose. Ho cercato di sviluppare una prosa che imita la scrittura per il cinema. Il lettore di narrativa, in futuro, sarà credo sempre più un lettore filmico.

A PROPOSITO DI FILM HAI VISTO THE MARTIAN?
Non ancora. Aspetto che si plachi il polverone di entusiasmo. Quando si calmeranno le acque andrò a vederlo. Interstellar, invece, mi ha commosso.

COSA HAI TROVATO DI IMPORTANTE IN INTERSTELLAR? QUAL ERA, A TUO PARERE, LA SUA FORZA?
Mi è piaciuta l’ampiezza di respiro: la fantascienza dovrebbe sempre avere un'ampia visione delle cose, ma troppo spesso non è così. Non mi piacciono quei film in cui l'umanità affronta un alieno troppo simile a certi nemici nostri contemporanei e soprattutto terrestri... In Interstellar non c’è tutto questo. La minaccia all'umanità non si risolve in un conflitto muscolare. Mi ha stupito l’agghiacciante serenità con cui l’umanità si prepara all'ineluttabile; la ricerca di un altro pianeta sul quale vivere e l'accettare la prospettiva che in molti periranno.

QUANDO INSEGNI AI TUOI ALLIEVI AFFRONTI ANCHE TEMATICHE RELATIVE ALLA FANTASCIENZA CINEMATOGRAFICA? COME TI PONI? COME REAGISCONO VISTO CHE OGGI PARE NON ESSERCI UN RICAMBIO GENERAZIONALE TRA I LETTORI ITALIANI DI SCIENCE FICTION?
Riassumo in un aneddoto che credo divertente: ho iniziato a insegnare all'università tredici anni or sono e da sempre, alla prima lezione, per rompere il ghiaccio avverto, scherzando, che "per prendere trenta e lode a questo esame bisogna tifare Impero e non per i ribelli". Ovviamente è un riferimento a Star Wars. Gli studenti di anni fa capivano la battuta, negli ultimi due anni non tutti la colgono.

IMMAGINO CHE PER TENTARE DI COINVOLGERLI PARLI LORO ANCHE DEI GRANDI AUTORI DI FANTASCIENZA O DI ALTRI FILM …
Uso volentieri altri film o racconti che dimostrano che la fantascienza non è fatta solo di astronavi. Ad esempio Chissà come si divertivano, di Asimov: il cui tema è l'importanza della scuola come esperienza collettiva non solo di apprendimento. Faccio ciò che posso per portare i ragazzi verso una fantascienza che non sia solo spettacolare; o non confondere il sense of wonder con gli effetti speciali.

CON IL ROMANZO I SENZA-TEMPO HAI VINTO IL PREMIO URANIA. E’ SICURAMENTE UNO DEI TUOI FIGLI PREDILETTI. COME LO VEDI OGGI RISPETTO AL PASSATO? COME SI E’ SVILUPPATO?
Per fortuna o purtroppo, cantava Giorgio Gaber, ho il difetto che quasi immediatamente dopo la pubblicazione di un testo entro in una fase - se non proprio di rifiuto... - molto critica nei confronti dello stesso... E così è stato anche riguardo I senza-tempo, che comunque  riconosco uno spartiacque nella mia produzione.

E' UN ROMANZO NEL QUALE HAI DATO SPAZIO A UNA FANTASCIENZA CHE SI INCONTRA CON LE ARTI OSCURE, MA CI SONO RIFERIMENTI A TEMATICHE SOCIALI, IMMAGINANDO UNA SOCIETA' DOMINATA DA INDIVIDUI DEGENERATI E SPIETATI, PREOCCUPATI DI PROCRASTINARE SE STESSI E IL LORO POTERE. QUANTO CI HAI LAVORATO?
E' un romanzo estremamente contaminato i cui protagonisti erano già presenti in alcuni miei racconti. E' il ritratto di gerontocrati corrotti, depravati, che negano il futuro delle nuove generazioni. Riguardo la stesura, se dovessi sommare i tempi, ho scritto per un anno in maniera continuata. Ma ricordo soprattutto un'estate 2011 di scrittura "matta e disperatissima". Ho lavorato praticamente tutti i giorni; poi, nel mese di novembre, ho inviato il manoscritto al Premio Urania al quale l’anno prima ero stato finalista.

E ADESSO DI COSA TI STAI OCCUPANDO?
E' uscito per Delos Digital un mio romanzo steampunk: Clara Horbiger e l’invasione dei Seleniti; che si svolge nel Lombardo-Veneto tra Milano, Trieste e Padova, nel 1847. E' un'esperienza editoriale che reputo interessante, in quanto il romanzo è pubblicato a puntate. Per Imperium ho pubblicato di recente la space-opera Eleanor Cole delle Galassie Orientali,  disponibile sia in e.book che cartaceo.

AUGURIAMO AD ALESSANDRO CHE ANCHE QUESTI DUE NUOVI LAVORI, COME I PRECEDENTI, SIANO APPREZZATI SIA DAL PUBBLICO SIA DALLA CRITICA!

Filippo Radogna

Edited by K.D.. Powered by Blogger.