"Deinos": recensione di Glauco Silvestri


Recensione di Glauco Silvestri all'antologia "Deinos" a cura di Giovanni Grotto, cui partecipo con il racconto "Deinosrestaurant"

Ho accolto questa antologia con entusiasmo. Fino a oggi, a parte Jurassic Park non avevo mai letto nulla, "di romanzato", dedicato ai dinosauri. Deinos nasce da un concorso. L'antologia raccoglie (immagino) i lavori migliori. L'opera ha, tra i suoi collaboratori, nomi noti come quello di Alessandro Girola, e illustri come quello di Vergnani. Tra i racconti si trovano, inoltre, alcuni autori che bazzicano la rete e si dedicano alle pubblicazioni (gratuite e non) di ebook, alcuni dei quali conosco di fama, altri invece li frequento via blog. Il tutto è avvenuto sotto la supervisione del portale Minuetto Express.

Ma torniamo all'antologia, perché c'è tanto da dire. La raccolta di racconti parte alla grande. I primi testi sono pressoché perfetti. Ben scritti, ben editati, con storie costruite bene in ogni loro particolare. Pregevole è Deinosrestaurant, un po' fuori dalle righe rispetto al resto dei racconti, e per questo da lodare due volte. La prima per l'originalità della trama, la seconda perché spezza la consecutio di racconti in cui i dinosauri compaiono all'improvviso e cominciano a divorare ogni essere umano che capita loro a tiro. Tutto scorre liscio e piacevole fino a Gorgonops... il racconto ha bisogno di editing, quello vero, non solo le 'd' eufoniche e il controllo ortografico di Word. E pure il successivo. Solo Fame, pur essendo scritto molto, ma molto, meglio del racconto che lo precede, non mi ha convinto; lo ammetto, non è riuscito a forare il mio livello di sospensione dell'incredulità (lo so che la meno troppo su questo fatto, ma lo considero un punto basilare della narrativa fantastica!). Il dispositivo che manda i politici indietro nel tempo non mi ha convinto, così come il personaggio principale della storia. Ammetto che andando avanti con la lettura non ho incontrato racconti del livello dei primi cinque. Però volevo leggere l'intervento di Vergnani, e così sono andato avanti... e per fortuna. Perché tutto torna ad alti livelli, sia con Dinosauria, ma soprattutto con il divertente La vendetta di Geraldo. E poi c'è la bonus track... l'intervento di Claudio Vergnani, che in poche pagine mostra i suoi muscoli, la sua classe, la sua abilità di narratore.

In generale, l'antologia presenta qualche problema di coerenza tipografica (per fare un esempio, alcuni racconti identificano i dialoghi con le virgolette, altri con i caporali). A volte mancano gli spazi tra la punteggiatura (leggi virgole e trattini) e le parole successive, e forse ci sono pure un paio di 'd' eufoniche che sono scappate all'esame. Ovvio che i due racconti di centro... be', soprattutto Gorgonops, avrebbe bisogno di essere rivisto profondamente.

Nel complesso, comunque, Deinos è una antologia che diverte e intrattiene... immagino sia ciò che tutti i lettori potrebbero cercare in una raccolta come questa. Ammetto che manca di approfondimenti, che manca di fantasia (il dinosauro cattivo che uccide e divora in continuazione è una tematica che alla lunga snerva anche gli spiriti più robusti). Alcuni racconti sono davvero preziosi, soprattutto i primi, sia per il loro valore intrinseco, sia perché permettono uno stacco dalla struttura che viene presa, ripresa, e ripresa ancora una volta in tutti gli altri testi. Insomma... Da leggere? Sì, ma con la consapevolezza di avere davanti racconti senza nessuna volontà di scavare realmente nel mondo dei dinosauri. E' una sorta di intrattenimento puro stile... per certi versi in stile videogame!

Alessandro Forlani

sedicente scrittore, è nato negli anni '70 del XVII secolo, si è reincarnato nel XIX, nel XX e millenni a venire. Nerd, negromante e roleplayer e autore "difficile" di racconti fantastici. Di giorno si impaluda da docente universitario e ciacola di sceneggiatura, cinema e scrittura; di notte, che dovrebbe far l’artista, piuttosto guarda film, legge fumetti, ascolta musica barocca, gioca a soldatini e poi va a dormire. Perché crede che sia più sano scrivere in questo modo.

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