"All'Inferno, Savoia!": recensione di Lorenzo Davia

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Recensione di Lorenzo Davia su "Fantasy Magazine"

Dopo il romanzo I Senza Tempo vincitore del Premio Urania 2011, Alessandro Forlani esce per le Edizioni Kipple con questa raccolta di cinque racconti, nei quali la storia d'Italia viene rivista dal punto di vista steampunk e fantastico. I suoi protagonisti sono spesso personaggi storici che si muovono in un passato alternativo popolato da automobili a vapore, dirigibili e basiliche tenute sospese nel cielo da campi magnetici.

Rabbi T vede protagonista Gabriele D'Annunzio, coinvolto nel 1918 da un rabbino in un'impresa disperata: fermare un coniglio gigante che minaccia Vienna. Il rabbino ha infatti costruito per conto dell'esercito un potente golem da battaglia che a causa di un errore nella cabala si è trasformato in un enorme coniglio. La bestia, precorritrice di King Kong, minaccia Vienna dall'alto della guglia della Cattedrale di Santo Stefano.

In ANU-B, ambientato nella Milano del 1840 occupata dagli austroungarici, una prostituta, nostalgica del periodo avventuroso delle Guerre Napoleoniche tenta, con l'aiuto di un gruppo di vecchi e malmessi reduci della Repubblica Cisalpina, di resuscitare Napoleone Bonaparte.

Giacomo Leopardi e Giovanni Maria Mastai Ferretti (diventato poi Papa Pio IX) sono invece gli agenti di misteriosi extraterrestri desiderosi di distruggere il pianeta Terra in Venite Invademus. La trovata più memorabile di questo racconto, e di tutta l'antologia, è l'aerosantuario di Loreto, un insieme di architettura rinascimentale e tecnologia a vapore raggiungibile dai fedeli tramite cabinovie.

Il Ponte dei Morti Viventi racconta il tentativo di costruire, nel Regno di Napoli del 1839, il Ponte sullo Stretto di Messina. Mafiosi e uomini d'affari senza scrupoli si fronteggiano a colpi di voodoo e magia nera.

All'Inferno, Savoia!; l'ultimo racconto, che dà il nome all'antologia, segue un gruppo di bersaglieri impegnati in una missione segreta. Nei giorni della breccia di Porta Pia i soldati sono mandati in missione addirittura all'inferno, dove risiede un Negromante che con il suo influsso negativo cerca di corrompere il nascente Regno d'Italia.

Nei racconti di questa antologia lo spunto per le storie non è quasi mai dato dall’elemento tecnologico ucronico. Robot a vapore, dirigibili e simili trovate sono la normalità nel mondo parallelo ideato dal Forlani, tanto da risultare a volte addirittura superflue. Quello che dà il via alla storia, il problema iniziale che deve essere risolto, è qualcosa di più esoterico. Qualcosa che ha le sue radici nella cabala, nella magia nera, nella negromanzia e nel voodoo. Sotto certi aspetti nei suoi racconti si fronteggiano due forze distinte. Da un lato la “normale” esperienza umana fatta di egoismi, avidità, guerre ed eroismi. Dall’altra parte abbiamo un livello più oscuro e irrazionale dell’esistenza. Le due forze si combattono, si sfruttano a vicenda, a volte collaborano. Chi le subisce comunque sono sempre le persone normali, stritolate o dagli eventi storici o dalle forze più oscure del creato. Spesso da entrambe. Persone che diventano materia prima (anche in senso letterale) nelle mani di negromanti, generali e capi di stato. Di chi ha il potere, insomma. Ritroviamo quindi ripreso in questi racconti il discorso già presente in I Senza-Tempo, assieme a tutto il corredo di costrutti tecno-organici barocchi alimentati a magia che percorrevano le pagine di quel romanzo.
Unità d'Italia e Prima Guerra Mondiale sono stati due eventi fondamentali della storia del nostro paese, e proprio per questo motivo quelli che più facilmente gli autori italiani tendono a rielaborare in chiave steampunk o retrofuturista. E questo nell'audace caso nel quale si decida di ambientare le storie in Italia. Sono due tappe che troviamo presenti in questi racconti, ma l'autore qui fa un passo in più. Volge la sua attenzione a tutto il Risorgimento, mostrandocelo come un insieme di molti elementi eterogenei (alcuni anche esoterici) e di molte esperienze umane. E di molti orrori.


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