giovedì, marzo 28, 2019

L'Amore ai Tempi del meNare

L'AMORE AI TEMPI DEL MENARE
N di meNare 2, aNtologia hardmony


+++ Stima al fallout editoriale: 2 aprile +++
+++ Ebook già preordinabile in Amazzonia +++


SOTTO COI PRELIMINARI:
Cosa ci fanno un premio Urania, un drammaturgo, uno stalker di Miriam Leone, il padre di Sborropippo, un body builder Zhistorico, un esperto di favoreggiamento alla prostituzione, tre nerd villosi, un Gulo livornese, un bibliotecario del basso Lazio, un gangsta pesarese che a tempo perso fa il cosplay di MarioBros, un Canà calibro9, una maschiaccia, un dantista anabolico, un Cinno e un Gasato dentro una antologia hardmony?

Semplice: amaNo a maNo armata.

Roba dura.

Una cumpilation di hardtisti e hardtiste senza condom né compromessi, sonetti che te lo suonano, plot che ti ingravidano già dall'incipit.

Roba che dura.

Se Catullo odia et ama, l'Ignoranza meNa et ama. 

Non fa, né cerca complimenti.

Tempi che fondono dolce stilnovo e shot don't tell, che viaggiano dallo sword&socmel all'HARDmony della Riviera e toccano l'horror-fantasi, il weird anabolico e il verismo dark. 
Nella seconda selezione del fuck-tastico italiano a marchio Lethal Books, troviamo cosplayer gerontofili, maghi che non fatturano, marchettari di menare, droidi romance, frati pulp, vendette da GDR, menestrelli carnivori. E ancora, picchiatori da sideral box, amazzoni burine, bimbiminchia posseduti da Paolo e Francesca, supersoldati vicentini e guerrieri trapper.

L'aNtologia, ancora una volta, è dopata dai vostri curAutori di fiducia: Luca Mazza & Jack Sensolini.

Meno stereotipi, più steroidi.

Quattordici racconti che bruciano mucose e papille gustative come bocconcini da 3000° Fahrenheit.

Guerri, Della Rossa, Recchia, Andruccioli, Nerdheim, Forlani, Sgarbossa, Gonnella, Speroni, Gambarini, Campagnano, Silvestri, Mortellaro, Mazza, Sensolini.

La Gang del meNare stavolta non vuole un Bang.

Quattordici storie che masticano come rose cannibali.

La Gang del meNare stavolta vuole un Boom.

In obbedienza all'unica, eterna regola valevole in guerra e in amore: mai avere regole.


froNt cover del famigerato fumettista celiaco Pablo Cammello.

(liNk del preorder)


martedì, marzo 19, 2019

T - recensione di Fabio Crespi

Recensione di Fabio R. Crespi sul blog Runneapolis


"Passano gli anni e sparisce gente". 

Thanatolia, nato da un'idea di Alessandro Forlani Lorenzo Davia, è un set di gioco di ruolo, un dark fantasy ambientato in un continente di tombe e morte. È anche un'antologia di racconti ambientati in quel set. E, nel nostro caso, è la realtà in cui si trovano i prigionieri in "stato rem-detentivo".

Sì perché, nel mondo immaginato da Alessandro Forlani in "T", i neet ("not in education, employment or training) sono messi "a riposo" dal governo, condotti in luoghi non rintracciabili e connessi a macchine che li mantengono dormienti sulla base giuridica del "Pointless Act", legge che consente di escludere dalla società i "superflui". Un buon sistema di controllo per una dittatura fascistoide come quella che governa l'Italia del 2022.
Naturalmente ogni dittatura ha i suoi oppositori ma, con l'eccezione di qualcuno, quelli che incontriamo sono ben miseri individui che si limitano a vaghe azioni dimostrative, quasi delle "performance", contro il Pointless Act e ci vuole una straniera ("Io non conosco tua lingua bene, ma dittatura conosco meglio...") per portarli sulla strada della lotta armata perché i ribelli vivono una vita di apparenza "social", senza nemmeno essere in grado di riconoscere una dittatura per quello che è.

"Sono fantasmi su entrambi i piani".

Ma questa storia ha un doppio cuore: i dormienti "incoronati" (il casco che li connette alle macchine è un insieme di "fili di rame e rottami e cocci messi insieme con lo scotch") vivono un'esistenza parallela in Thanatolia, come fossero giocatori di ruolo ("Forza 10, Costituzione 14, Saggezza 12, Intelligenza 14", sta scritto su una delle loro "cartelle cliniche"). E, più che viverla, la rendono reale: i due strati scorrono secondo tempi differenti, ma le coscienze si mescolano e le realtà e i fantasmi, talvolta, sconfinano.

«Ma vi sembra mai possibile», rise forte il poliziotto, «che possa esistere una cosa simile? Macchine ipnotiche, nerd nei lager, piani segreti governativi, la Polizia che vi viene a prendere e voi sfigati che complottate!», calciò i monitor: giocattoli. «È un romanzetto! La vostra trama! Fuori, se c'è un fuori, non vi potrebbero incarcerare: prigionieri lo siete già, non ne siete mai usciti.»

Ci sono forti assonanze con il moratorium dickiano che, in "Ubik", è il centro della lotta per il controllo della realtà: come Jory in "Ubik", in Thanatolia, la Necromadre incombe sui confini del continente delle tombe, pronta ad invaderlo e modellarlo secondo il proprio volere mentre, nell'Italia distopica, la scienziata Clara Muttertod, non un caso la corrispondenza nominale, continua a gestire il sistema dei "giocatori dormienti", una tecnologia improbabile e vagamente steampunk (i caschi "funzionano perché lo vogliono") di sua invenzione.

"Che cosa cerchi tra le parole? Le mentite verità". 
  
Ancora meglio: ci sono forti evidenze che, oltre a Thanatolia, anche Clara e altri particolari derivino la loro esistenza da fonti letterarie "esterne". La realtà è definitivamente persa nella metanarrazione, non più precisamente definibile e resa totalmente soggettiva, cancellabile con un semplice gesto, che sia la rimozione di un contatto oppure il punto finale di un romanzo.

Alessandro Forlani ha scritto un romanzo decisamente coraggioso, capace di coniugare distopia e sword & sorcery, fantascienza e orrore: una lettura che richiede tutta l'attenzione possibile, non solo per l'abile uso di un linguaggio che si plasma sugli scenari, e che invita ad esplorare gli altri universi dell'autore, oltre che a farsi qualche altra passeggiata in Thanatolia.

"T" è una autoproduzione, a cura di Kaoutar Dadi, disponibile su Amazon"Thanatolia", del collettivo Crypt Marauders Chronicles e a cura di Alessandro Iascy, è pubblicato da Watson Edizioni ed è disponibile sui diversi store online.

La Scure e i Sepolcri


"La Scure e i Sepolcri", primo titolo della collana Heroic Fantasy Italia di Delos Digital è da oggi disponibile su Amazon e i principali webstore. Qui di seguito l'introduzione al volume, curato da Alessandro Iascy e Giorgio Smoiver


Alessandro Forlani, pesarese classe 1972, è sicuramente uno degli autori più geniali e stilisticamente innovativi della narrativa fantastica italiana. Vincitore del prestigioso Premio Urania nel 2011 con il romanzo I senza-tempo (Urania Mondadori n°1588), nel 2017 crea con Lorenzo Davia il progetto di narrativa condivisa Crypt Marauders Chronicles, un universo sword and sorcery alla quale partecipano con entusiasmo diversi autori del fantastico italiano. Crypt Marauders vede la luce in editoria nel 2018 con l’antologia collettiva di racconti Thanatolia (Watson Edizioni, 2018), e nello stesso anno Forlani è anche finalista al Premio Italia nella categoria miglior romanzo fantasy con lo spettacolare Arabrab di Anubi (Watson Edizioni, 2017), che se da un lato fa rivivere con vivida fantasia e filologica esattezza i miti del mondo antico, trascende i limiti di genere contaminandoli con il retrofuturismo più audace. Il superamento dei confini formali dei generi letterari si trova anche in T, la sua opera più complessa, che mescola elementi di fantascienza antropologica, horror, fantasy epico e satira sociale; come Jonathan Swift, Forlani esprime in creazione fantastica il suo pessimismo al limite della misantropia sulla società, illuminato solo da una pervicace fede nell'onestà individuale.

Forlani può essere amato o odiato, ma non annoia mai. La sua narrativa è brillante e ricca d'azione, con toni weird, retrofuturisti e momenti epici. I dialoghi hanno un ritmo cinematografico, da Age e Scarpelli, veloci e sapidi (non per niente Forlani è docente universitario di sceneggiatura), e la lingua è ricca di termini sonori e insoliti, o resuscitati con negromantica passione dall'italiano antico o tratti dal mondo dei comics.

La scelta di inaugurare la collana con un’opera di Alessandro Forlani non è casuale, consideriamo l’autore come uno dei maggiori rappresentanti della fantasia eroica italiana e crediamo che pubblicare alcuni dei suoi più vividi racconti ambientati nell’universo delle Crypt Marauders Chronicles sia il miglior modo per mostrare ai lettori gli obiettivi della collana: proporre i più interessanti autori di fantasia eroica italiana, rilanciare la short-fiction, diffondere racconti e romanzi brevi nella tradizione dei pulp magazine che videro il fiorire di grandi autori nel secolo scorso, con una particolare attenzione per il filone Sword & Sorcery.

Le storie qui presentiate narrano le avventure del tombarolo Malqvist nella tetra Thanatolia, continente utilizzato da millenni come cimitero, una distesa di sepolcri, cripte, sarcofagi, tombe, catacombe, mausolei, cenotafi e ossari ricchi di tesori e oscuri pericoli. In Thanatolia vi sono solo due città abitate: Handelbab e Tijaratur, che vivono del commercio di tesori e manufatti sottratti alle tombe. C’è un ricco mercato per i reperti, esportati in tutto il mondo, e per le mappe delle tombe e dei tesori. Nessuno sa perché civiltà antiche e sconosciute, alcune nemmeno umane, abbiano deciso di erigere lì le loro tombe. Tombaroli spregiudicati, negromanti ed eccentrici avventurieri esplorano le tombe, ma scavare troppo a fondo è pericoloso, specie dove giacciono terribili entità... il mercato dei reperti è dominato da poche, ricchissime famiglie, che sfruttano il rischio altrui e, secondo il proprio profitto, usano o condannano la magia.

Malqvist, malgrado la sua forza e la temibile ascia, non è un ricco antiquario, né un ladro di elìte. È uno che campa a fatica, tombarolo o guardia del corpo, sempre inseguito dalla minaccia della miseria e della fame. È un guerriero barbaro che non diventerà mai re, nemmeno ricco il tanto che basta da ritirarsi in pace, i suoi amori non sono principesse esotiche ma infelici e tenere prostitute. È nerboruto e coraggioso ma non un ammazzasette, ne prende quante ne dà, e se i nemici sono troppi o troppo forti sa che la scelta è tra fuggire e morire bene, entrambe possibilità contemplate, è la regola del gioco. Ma non abbandona mai un compagno, né mai ruba nemmeno il cibo quando ha fame, a differenza di tanti eroi fantasy. È uno di noi, e un brav'uomo, solo in circostanze inimmaginabili per noi.

Non vi resta che godervi questi cinque racconti. Benvenuti in Thanatolia.