Eco & Narciso

/
2 Commenti

Perdonate questo articolo un po' lungo, ma rimugino da qualche giorno sul racconto di un collega che mi pone alcuni dubbi sulla pratica dello scrivere.
Due brani esplicativi dal racconto su cui rifletto:

"Con quegli occhioni verdi, quei capelli castani viranti sul rosso, (...) il tatuaggio della Sposa Cadavere sulla spalla sinistra, una generica somiglianza con Jennifer Aniston, la famosa Rachel di Friends (...)"

"Che Celeste si fosse innamorata di me, per me era inspiegabile e surreale. Io, che in quanto ad aspetto fisico sembro Leonard di The Big Bang Theory, ero autorizzato a baciarla e tenerla per mano, oltre a, be'... avete capito."

Ecco: è un mio limite e un mio difetto, ma davvero non capisco questo approccio alla narrativa. Sarei grato che qualcuno finalmente mi illuminasse.

Che senso hanno brani simili e un tale modo di raccontare ove presupponessimo:

1) che il lettore non sappia nulla di The Big Bang Theory (il che, dovrete ammetterlo, non è la stessa cosa del non saper nulla della Divina Commedia, il Vangelo, il Corano, l'Iliade, Pinocchio o Se questo è un uomo); 
2) che il lettore conosca The Big Bang Theory ma non l'abbia mai visto né gli interessi vederlo e/o approfondirne i personaggi (suo diritto di Lettore, secondo Italo Calvino);
3) che sia lettore di altra cultura/formazione/generazione rispetto quella dell'autore. Per esempio di fede islamica, cresciuto in un regime come quello coreano o che abbia altri punti di riferimento assoluti-benché-pop quali per esempio Diabolik o la versione televisiva de Il Giornalino di Giamburrasca con Rita Pavone per un attuale sessantenne. E un lettore, ciò nonostante: in quest'epoca di migrazioni, melting pot, affermazione di culture "altre" e fruizione vieppiù estesa di entertainment e tecnologie;
4) anche in termini di mera tecnica narrativa, mi sembra che l'autore commetta un grosso errore. Il brano, immagino, vorrebbe essere comico: il Leonard e la bella. Eppure, in ragione dei punti qui sopra esposti, i lettori cui il paragrafo non farà immediatamente ridere (come invece sanno fare immediatamente ridere Il Circolo Pickwick; Tre uomini in barca; Sotto il culo della rana; Una pinta d'inchiostro irlandese o L'Importanza di chiamarsi Ernesto), ma dovranno fare uno sforzo di memoria, Google o YouTube per capire la battuta sono tanti... e anzi direi troppi, per chi si pone da narratore professionista.

Cosa mi dice in realtà questo brano circa il carattere della ragazza descritta se:

1) non so nulla della Sposa Cadavere;
2) conosco La Sposa Cadavere ma non l'ho visto né mi interessa vederlo (vedi sopra);
3) potrei equivocare: La Sposa Cadavere come farfalla quale "La Testa di Morto", per esempio. Dove in effetti un tatuaggio simbolico in senso più assoluto espliciterebbe immediatamente e a un pubblico molto più esteso il carattere del personaggio;
4) appartengo a una generazione e/o ho una formazione per cui La Sposa Cadavere non è granché diverso e/o di spessore e contenuti da film di animazione Disney che ritengo "per bambini".
5) Jennifer Aniston non è Marilyn Monroe: Warhol non l'ha ritratta, non lo ha fatto Damien Hirst e non evoca nel lettore un archetipo femminile.

(dove, quando scrivo "generazione" - data la rapidità di successione di immaginari - intendo ormai quei potenziali lettori di solo pochi anni più vecchi/giovani dell'autore. Basti dire che da docente trentacinquenne ebbi in classe molti studenti che ignoravano Star Wars, figuriamoci "praticarlo")

Ovvero: colmare una prosa di continui "come" di questo genere, e riferimenti a spettacoli, film, serie televisive, personaggi pubblici limitati nel tempo, lo spazio, le culture e sub-culture, il gusto generazionale dell'autore e i suoi "lettori ideali" non mi sembra granché scrivere, bensì un invitare solo alcuni interlocutori a chiacchiere un po' oziose in un privé di discoteca. Uno scrivere per sé stessi e per l'Altro-Purché-Me, che non si assume la responsabilità di sopravvivere più di un ventennio e sparge il sale dell'autoreferenzialità sul terreno degli autori che vorrebbero seguirci.

E' una prosa da social network e bacheche degli amici (tale quale - se scrivessimo di una bella ragazza che conoscemmo da bimbi - che "è cresciuta bene come Hermione di Harry Potter": quando, in realtà, ci riferiamo ad Emma Watson), non mi sembra che realizzi un'evoluzione narrativa. E' un'ingollata dell'immaginario potenzialmente totalitaria che, fosse pure involontariamente, sostituisce con il proprio ogni valido precedente conferendogli spessore che sovente non ha affatto.

Dove sbaglio? Correggetemi.


You may also like

2 commenti:

  1. E' un meccanismo simile a chi sceglie di mettere attrici/personaggi dello spettacolo sulla copertina dei propri romanzi: si presuppone che il lettore sappia chi siano e apprezzi che la storia sia così debole d'avere bisogno dell'appoggio "televisivo" per funzionare.

    Dopo, è anche vero che alcuni riferimenti invecchiati possono piacere, ad esempio trovo sempre affettuoso il logo dell'Atari in Blade Runner, considerando come l'azienda sarebbe poi fallita alcuni anni dopo...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I riferimenti invecchiati che ti fanno sentire vecchio ;-)

      Elimina

Edited by K.D.. Powered by Blogger.