Fino ad oggi in prenotazione, ecco finalmente che è possibile acquistarlo! E da domani non sarà più lo stesso spazio-tempo...


Sinossi

Un tempo altrove di Alessandro Forlani – Edizioni Imperium – Collana Fantascienza

Per una serie di circostanze grottesche non c'è mai stata una Notte di Natale; il Portogallo del XVI secolo sopporta il tallone degli Aztechi invasori. Gli Este di Ferrara e Re Luigi XIV si contendono il primato dello sbarco sulla Luna; nella Russia zarista di Alessandro Romanov, dove tutti bevono Zar-Kola, il bolscevismo non ha attecchito. Domani mezzo mondo sarà invaso dall'oceano: il teppismo abissale, e le nuove etnie di Los Angeles, saranno un bel problema per un ex-poliziotta.

Cinque storie distopiche di Alessandro Forlani, Premo Urania/Mondadori 2011, Premio Stella Doppia Urania/Mondadori 2013.
Una recensione al racconto "M'rara" sul blog Indice di Lettura

Si può essere fedeli a Lovecraft in molti  modi: se ne può riprodurre il metodo "indiziario", al quale uno scrittore come Danilo Arona si richiama esplicitamente, oppure si può "traslitterare" il tema della possessione e dell’alterità insostenibile che incombe ai confini del reale, in una cornice fantascientifica e apocalittica come in Tracce nel buio  di Koontz. Un’ altra strada, più analitica, orientata ai temi e allo stile, è quella proposta da Alessandro Forlani nel divertimento proposto ai lettori del suo blog: M'rara (un racconto "alla H.P. Lovecraft"), in realtà una prova di bravura dal significato didattico: non siamo scrittori, ma anche come lettori abbiamo qui molto da imparare. Forlani trasporta temi e atmosfere lovecraftiane nella provincia marchigiana durante il fascismo, individuando i nuclei fondativi della paura del Solitario di Providence, e non solo del Lovecraft dei grandi testi. La scelta stilistica è orientata all’imitazione di una prosa novecentesca con forti venature arcaicizzanti (almeno così mi è parso), analogamente alla prosa di H.P.L.,  che scrive negli anni Venti e Trenta tentando di riprodurre l’inglese dell’età di re Giorgio. Il risultato è un racconto cristallino, dall’andamento inesorabile, con un finale aperto. Bello, insomma.
Ormai sei anni fa pubblicavo Tristano, il mio primo (unico) romanzo fantasy. Sei anni, nella vita di un autore, sono un'era geologica. In quell'era ho cambiato molto del mio modo di scrivere, e guardo a quel lavoro come a qualcosa di superato - di dismesso, per certi aspetti... - senza dubbi o rimpianti: tanto nello stile, le strutture, quanto nell'approccio al lavoro di scrittore.

Di Tristano resta solo il titolo di questo blog. "Il Grande Avvilente" è infatti la carica che l'arcigno protagonista riveste, come recita la sinossi:

"In un Regno senza tempo", dove, "dopo sessant'anni di governo dispotico, il popolo si ribella sorprendendo i suoi custodi, del tutto impreparati al contrattacco. Come in una fiaba nel romanzo vi sono eroi, lotte, mostri e aiutanti magici. I protagonisti (l'indifferente Tristano, il grottesco Otre, la disperata Agnes), con il loro carattere letterario, sembrano rappresentare i tre Stati dell'"Ancien Régime": la nobiltà, una sorta di clero (uso alla violenza piuttosto che alla preghiera) e il Terzo Stato, ognuno agente all'interno di una logica del "tutto cambia, niente cambia". E, in sottofondo, pare che una voce anarchica continui a denunciare l'ignominia dello Stato il quale, tramite i suoi politici "avvilenti", cancella la dignità.

Poi, però, all'improvviso, un noioso mercoledì pomeriggio, ti scrive una neo-dottoressa in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo presso l'Università degli Studi di Roma Tre,

"diplomata in scenografia lo scorso febbraio con una tesi che ibrida la scenografia teatrale a quella cinematografica. Si tratta di un'ipotesi di film girato in un teatro barocco, ispirato al Teatro Farnese di Parma, che però sfrutta come campo di inquadratura non solo il palco scenico, bensì tutta la struttura. Ogni scena si racconta attraverso la zona del teatro scelta, l'angolazione e la composizione dell'inquadratura. La storia che viene raccontata è la trama, semplificata, del suo romanzo Tristano".

Lei si chiama Alessandra Stefanelli: qui si seguito una tavola del suo lavoro...


... ma, soprattutto, l'animazione del progetto di diploma.

video

Che dire? Quando l'ho saputo "come son rimasto! come l'aratro in mezzo alla maggese" di pascoliana memoria! 

E, in virtù dei poteri conferitemi, dichiaro Alessandra Grande Avvilente del Regno.


Un'intervista di Marco Passarello su "Repubblica Sera" (30.09.2014) a proposito della fantascienza ottimista e il Progettp Hieroglyph: sono in ottima compagnia dei colleghi Piero Schiavo Campo, Dario Tonani e Giovanni De Matteo. L'articolo, con i nostri interventi per esteso, apparirà prossimamente sulle pagine di "Robot".


Poiché i miei titoli per quella che fu Collana Imperium sono passati a Edizioni Imperium, ecco la nuova pagina Amazon con i link di riferimento. Buona lettura e ri-lettura!


  
 

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