In seguito alla vittoria del Premio Urania 2011, e in vista della pubblicazione del romanzo I Senza-Tempo, in edicola e libreria a novembre, ho firmato ufficialmente, in data 10 settembre 2012, un contratto con Mondadori. Il contratto mi impegna, per i prossimi dieci anni, a proporre qualsiasi mio lavoro prima a Mondadori (diritto di prelazione), e in caso quest'ultimo non fosse interessato all'acquisizione dei diritti, sarei libero, a due mesi dal rifiuto della proposta, di farne ciò che voglio. Idem, sono tenuto di qui innanzi a nulla pubblicare che si ponga in "diretta concorrenza" con i titoli della Casa milanese.

Con ciò, cancello da queste pagine (e lo stesso accadrà sul sito La Foresta dei Sussurri) tutti gli episodi di Eleanor Cole: leggerete il romanzo quando sarà terminato, forse pubblicato per i tipi Mondadori forse su queste pagine, forse chissà. Incrociate le dita per la vostra ragazza del XXVII secolo: che spero vi mancherà, ma mi auguro torni.

Humanitatis Lucrique!  
 a cura di Marco Manicardi

Ci siamo quasi. In questo weekend ho finito di impaginarlo, almeno in pdf, e viste le dimensioni - 688 pagine in A5, con un bel po' di racconti (non li ho contati), due disegnini e un fumetto - ho seriamente rischiato che il file innescasse il processo di fusione nucleare che l'avrebbe trasformato in una piccola stella gravitante, insieme al nostro Sole, nei secoli dei secoli. Invece è andata bene, e L'Ennesimo Libro della Fantascienza è una piccola nana bruna, e, se siamo bravi, appena finita la conversione in epub e mobi e dati gli ultimi ritocchi al tutto, dovrebbe uscire dopodomani, mercoledì 19 settembre, giorno dell'ottantaseiesimo compleanno di Carlo Fruttero.

La copertina è molto bella e ricca di significati, alcuni espliciti, altri difficili, molti casuali, forse un giorno ve li spiegheremo per bene. Intanto, mangiatela con gli occhi: l'ha fatta il maggiore esperto pangalattico di fotoritocco, Isola Virtuale



(...partecipo all'antologia con qualche raccontuccio...)


Ancora a qualche mese di distanza dalla sua pubblicazione - e distribuzione gratuita! - l'antologia Deinos, a cura di Giovanni Grotto, continua a conquistare lettori. Esce oggi la buffa (senz'altro la più buffa finora!) segnalazione del blog Tutto Bene nella Mia Testa .
Un giudizio complessivo di Mauro Longo (blog: Caponata Meccanica) sui miei racconti, per farvi spero venire l'appetito nei confronti del romanzo "I Senza Tempo" che uscirà a novembre nella collana Urania. Riporto di seguito parte dell'articolo:


Alessandro Forlani è il vincitore del Premio Urania 2011 e il suo romanzo I Senza-Tempo sarà pubblicato a Novembre 2012 nella più famosa collana di fantascienza italiana. Gloria al più promettente talento italiano della scrittura fantastica! Il libro di Alessandro Forlani uscirà per Urania a Novembre 2012. Nel frattempo, in questi anni sono state pubblicate diverse altre opere dello scrittore: racconti, raccolte, saggi e romanzi (N.d.A.: la maggior parte dei quali reperibili in rete: segue una disamina di quelle lette da Mauro)
Spazio 1669 parla di una barocca e paradossale corsa alla luna nel XVII secolo; Rincorrere i vermi tratta di negromanzia e alchimia; L’infezione mette due partigiani a confronto con un vecchio fascista il cui credo politico non è che il più esteriore e tranquillizzante dei mali; Chiavi è un divertissment a base di citofoni e magia salomonica; Masticano, nutrili ricicla il mito inquietante dei Nachzehrer ai giorni nostri, Photophantastes parla di conigli, paesi delle meraviglie, supereroi in costume e fate, con un vago sentore di steampunk e fiabesco; Cover parla di guerra del presente, del passato, del futuro e dell’altro mondo; Quantus Tremor ipotizza un futuro di allergie e sindromi da tecnologia; All’inferno Savoia! è già apparso a puntate nell’esperimento di scrittura collettiva "Risorgimento di Tenebra" con il titolo La breccia di Porta Alchemica e infine Advanced Dungeons & Rome è un orrida satira dei giochi di ruolo dal vivo e dei nerd di un tempo diventati laidi e potenti borghesi.
Dieci racconti molto brevi, un assaggio delle capacità di inventiva, ritmo e linguaggio di Forlani, che in tutte le sue opere cura moltissimo l’uso delle parole, dei temi e delle espressioni, arrivando a uno stile inconfondibile e inimitabile.
L’animo raffinato e barocco di Forlani non disdegna di lasciar trapelare di tanto in tanto degli spiragli di lucidità che tutti di certo possiamo apprezzare. Advanced Dungeons & Rome ne contiene qualche esempio, come la citazione del costume di Abatantuomo in Attila o delle armi di scena de L’Armata Brancaleone. Anche il tono di altri racconti, come Chiavi Spazio 1669 mostra il lato più cialtrone e ironico del carattere dell’autore.

Il tasso di nerdismo è elevato, così come la cultura multi-sfaccettata dell’autore lascia intendere: Advanced Dungeons & Rome già dal titolo mostra la sua passione per i giochi di ruolo, che riaffiora assieme a molte citazioni nerdose nelle pagine del racconto. Anche Photophantastes va citato come esempio di nerdosità, con l’apparizione tra le altre cose di un Rabbitman, niente di meno che antenato dell’uomo pipistrello di Gotham City. Forlani scriveva in passato racconti della serie Warhammer Fantasy Tales, apparsi sulla rivista "Orco Nero", ed è quindi automaticamente un nerd.

Spazio 1669 rimane forse il più straordinario dei racconti, una sorta di corsa allo sbarco sulla luna nel Seicento tra le “superpotenze” dell’epoca: arriverà prima sul satellite selenita l’uranonave del Re Sole o l’ippogrifo alchemico degli Estensi? Nessuno dei racconti risulta pesante da leggere o poco interessante, anzi! Un'eventuale classifica di gradimento vedrebbe all’ultimo posto Quantus Tremor, il cui tema di fondo non sembra molto chiaro, né la conclusione soddisfa il lettore. Si tratta comunque di bazzecole in una raccolta estremamente positiva.
I Racconti di Alessandro Forlani sono 10 piccole gemme del fantastico. L’autore è un professionista della scrittura, capace di maneggiare a piacimento qualsiasi linguaggio e utilizzarlo con perizia assoluta a seconda del contesto. La sua conoscenza delle metodologie e delle tecniche della narrativa fantastica è magistrale, così come la sua padronanza dei temi occultistici, orrorifici e nerd.
(a sinistra: copertina di fanbook di Antonio D'Achille)
L'intervista, a cura di Giuseppe Lippi, apparirà su "Urania" di novembre come introduzione al romanzo "I Senza-Tempo"

Come è nata l'idea dei Senza-Tempo e come ci ha lavorato?

I Senza-Tempo appaiono in molti miei racconti: incarnano la gerontocrazia come forse il peggior male del Paese, e molti impulsi degenerati, soprattutto la pedofilia. Li immagino come scienziati-stregoni che, da almeno il XVII secolo, sposarono le arti mistiche a certi principi della quantistica e riuscirono in questo modo ad affrancarsi dalle leggi fisiche. Piuttosto che elevarli alla condizione di illuminati, come pretendono le discipline esoteriche, questo potere pervertì il loro carattere e li rese antropofagi. Inoltre i Senza-Tempo sono costretti, per protrarre le loro vite contro natura, a sottrarre energia dalla realtà circostante, sfilacciarne il tessuto, sfasando persone e cose nello spazio e nel tempo. Il loro unico, maligno scopo è perpetuare le loro empie esistenze; sono menti malate, crudeli e potenti che divorano l’altrui realtà, soprattutto l’altrui futuro. Dopo molti, troppi racconti in cui questi figuri si ostinavano a tornare, ho deciso di dedicare loro un romanzo che esprimesse, anche, un confronto fra ciò che i Senza-Tempo rappresentano e il disagio e l’immaginario della mia generazione. La stesura in principio andò a rilento, poi fui stimolato a completare il progetto dall’essermi trovato in finale al Premio Urania 2010; mi sono convinto che il mio lavoro potesse interessare la collana e, da luglio a ottobre dello stesso anno, sono tornato sul manoscritto.
Poiché credo che il lettore di domani sarà un lettore sempre più "cinematografico", benché consapevole che la prosa non è sceneggiatura, ho strutturato il racconto cercando di imitare le tecniche di scrittura e montaggio del cinema: l’alternanza dei punti di vista e l’uso dell’imperfetto simulano modi quali il campo/controcampo, il piano sequenza, i movimenti di macchina, la durata di un’inquadratura… Pur trattandosi di narrativa "di genere" i Senza-Tempo è anche un esperimento. Spero che il lettore apprezzerà il tentativo.

Vorrei sapere perché la sua generazione è affascinata dalla donna combattiva e marziale, come nel romanzo è Nausicaa (anzi Nauzika). Da dove venga - se dai manga e dalle anime, dai film hollywoodiani o dalle serie TV - il culto del personaggio fragile che poi si riscatta, ma che "non nasce eroe".

Non mi sento di esprimermi a nome della mia generazione: ognuno ha le proprie, personali infatuazioni. Certo da Red Sonja, Lady Oscar, Lara Croft, Elektra fino a Beatrix di Kill Bill - e quante non ne ho citate? Tante e formidabili! - le eroine guerriere hanno segnato l’immaginario. Il loro fascino è erotico e marziale, bellissime e letali, un ovvio eros-thanatos. Ma, come anche ripete spesso James Cameron, regista di molti film di donne-combattenti, credo che questo genere di personaggi femminili affascini come "madri che proteggono". Da parte mia mi ritengo ispirato più dal cinema e dal fumetto occidentale che dai manga o gli anime giapponesi, che non conosco granché. Mi affascinano certi culti femminili e lunari: Ecate, Atena uscita armata dal cranio di Zeus e Diana implacabile cacciatrice; la Vergine Maria e Maddalena dei Catari… La stessa Nausicaa, che diventa Nauzika, non è un omaggio a Miyazaki, altrove citato nel corso del romanzo: ho usato il nome, mi hanno detto i miei genitori, che avrei avuto se fossi nato femmina. 
Circa "il personaggio che non nasce eroe, ma che poi si riscatta", trovo che sia l’effetto di ormai due decenni di modello narrativo del "viaggio" di Chris Vogler: applicato "a tappeto" a cinema, narrativa e televisione. Lo scorso anno ho provato a far caso, per statistica, a quanti film-blockbuster lo adottassero: tutti. Senza eccezioni e con minime variazioni. Né mi stupisce che venga tanto apprezzato da autori e pubblico, visto che si tratta di una struttura derivata da archetipi.

Da un punto di vista teorico, crede davvero - come accenna in uno dei passi più interessanti del libro - che la fisica moderna e la stregoneria abbiano qualche legame in comune?

Non la stregoneria com’è intesa in occidente; ma certe letture di Ernesto De Martino sullo sciamanesimo, o sulle pratiche e i principi del misticismo orientale… beh, possono sollevare inquietanti interrogativi.

Parliamo un po' della negromanzia, questa antichissima arte per viaggiare nel tempo...

Per essere precisi: la negromanzia (dal greco νεκρομαντεία, nekromanteía, composto di νεκρός "morto" e μαντεία "predizione")  è l’arte di predire il futuro a mezzo dell’evocazione degli spiriti dei defunti; oppure la messa in atto di pratiche cerimoniali, o di magia cerimoniale, in cui si utilizzano parti di cadavere. Per esempio: la celebre e disgustosa "Mano di Gloria". Per esteso, negromanzia è divenuto il termine con cui si chiamano tutte le pratiche di magia nera: dall’affatturazione all’evocazione di spiriti infernali. Sfogliando i grimori (ovvero "manuali") che ci sono pervenuti, la maggior parte dei quali "contaminati" dal XIV al XIX secolo dalla tradizione cristiano-cattolica, si possono trovare istruzioni per operare gli incantesimi più improbabili: dal "come far danzare nuda una fanciulla" all’ "inchiodare i nemici". Alcuni più inquietanti incanti però, quali per esempio "come percorrere grandi distanze pur rimanendo fermi in un luogo", o ciò che gli occultisti moderni chiamano "uscita in corpo astrale", mi hanno ispirato l’idea di scienziati-stregoni capaci di attraversare e annullare anche il tempo.

Infine, ci parli della sua vita attuale, dei racconti che ha già pubblicato e dei progetti che ha in cantiere.

Sono uno dei molti precari dell’Accademia italiana: concorro ogni anno a più incarichi possibile in diverse città e in diversi istituti, per ottenere a fine anno qualcosa che è ancora piuttosto lontano da quello che si chiama uno stipendio. Attualmente mi sposto da Pesaro dove vivo a Macerata, dove insegno Progettazione Multimediale presso l’Accademia di Belle Arti, a Rimini dove svolgo attività di tutor per il locale Polo dell’Università di Bologna; a Pescara dove insegno Scrittura Creativa presso Scuola Comic. Molte centinaia di chilometri e molti treni ogni settimana! Riguardo la scrittura, dopo aver pubblicato nel 2008 il romanzo fantastico Tristano (Edizioni Joker), nel 2011 l’antologia steampunk Qui si va a vapore o si muore! (Pyra) e aver partecipato a iniziative indipendenti come quelle promosse sul web dagli ottimi Alessandro Girola del blog "Plutonia Experiment" o Giovanni Grotto ("Minuetto Express"), sto portando a termine un planetary-romance ambientato ai confini di una barocca Via Lattea del XXVII secolo. Tuttavia, più lavoro più mi accorgo che sono piuttosto portato (e interessato) ai racconti: mi sembrano strutture più adatte ai ritmi e alla sensibilità del lettore contemporaneo. Né posso fare a meno di riflettere che proprio i racconti mi hanno meritato prestigiosi riconoscimenti quali i premi "Circo Massimo" e "Nella Tela" di Edizioni XII. Dopo il tema dei Senza-Tempo, vorrei interrogarmi, ancora a mezzo della lente del fantastico e della fantascienza, sull’aderenza del linguaggio alla realtà e su certe forme di degrado della società apparentemente ineluttabili. Obbiettivi presuntuosi e ambiziosi, mi rendo conto: ma anche uno scrittore deve pur diventare adulto, no?
Descrizione: Descrizione: https://mail.google.com/mail/images/cleardot.gif


La copertina dell'antologia Kataris 2010-2012, a cura di Diego Bortolozzo, in uscita ad ottobre. Partecipo alla raccolta con il racconto I Treni di Ammit.


Edited by K.D.. Powered by Blogger.